La storia dell’ape nera sicula

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La prima cosa che imparai a disegnare da bambina, fu l’ape. Forse questo ricordo mi rimase talmente impresso nella mente che a distanza di anni, se mi chiedi di disegnare un’ape esce fuori uno dei migliori capolavori artistici mai realizzati prima. Avevo un pò di timore nell’avvicinarmi ad un’ape perchè mi dicevano che poteva pungermi, però vi assicuro che l’ho fatto, l’ho toccata e per mia fortuna alla fine non successe nulla. Sono trascorsi molti anni e alla fine? Chi me lo doveva dire che il mondo delle api mi avrebbe appassionato così tanto fino a spingermi a partecipare al corso di assaggiatore di miele?! Forse alla fine di questo racconto anche voi finirete per appassionarvi e perchè no?! Magari finiremo per allevare anche noi le api e guardarle con occhi diversi.

Immagine internet

Cosa sono le api? 

Le api sono degli insetti, appartenenti alla famiglia degli imenotteri. Sono tra gli animali più antichi esistenti in natura.

Uno sguardo sull’importanza delle api per la nostra vita

Una frase attribuita ad Einstein(non si sa bene se l’abbia detta lui)  recita così “Se le api scomparissero, all’uomo non rimarrebbero che quattro anni di vita”

Vi sembra assurdo? E invece no!

Scopriamo insieme perché 

Le api svolgono un lavoro importantissimo, il processo di impollinazione. Come avviene? Caratteristiche come il colore, il profumo, il nettare dei fiori sono determinanti affinché l’ape sia attratta e cominci l’impollinazione. Le api volano di fiore in fiore per succhiare il nettare, per portarlo nell’alveare e produrre il miele. Nei fiori sono presenti i gameti maschili e femminili che devono incontrarsi, in modo tale che, in seguito alla fecondazione si origini il seme, racchiuso in un involucro che è il frutto. I granuli di polline, contenuti nei gameti maschili della pianta (cellule spermatiche), sono trasferiti dall’organo maschile del fiore (lo stame) all’organo femminile (il pistillo). L’ape, entrando nel fiore, per succhiare il nettare, si impregna di polline che viene trattenuto dalla sua peluriapoi si sposta su un fiore di un’altra pianta e rilascia il polline, aiutando la fecondazione della pianta. Insomma, se una pianta non avesse un fiore bello e profumato l’ape non lo noterebbe e non lo feconderebbe mai. La fecondazione, quindi è l’evento che da il via alla nascita del frutto:  se le api non ci fossero, non ci sarebbero i frutti insomma.

Come si sviluppano le api?

Il ciclo vitale delle api consta di diversi stadi: uovo-larva-pupa-ape adulta

Come si differenzia il sesso dell’ape?

L’ape regina e’ in grado di controllare il sesso della prole. Quando un uovo passa dell’ovaio all’ovidotto può essere o non essere fecondato dallo sperma. Un uovo fecondato si sviluppa in una femmina operaia o regina, un uovo non fecondato dà origine ad un maschio, il fuco. La caratteristica del fuco è quella di non avere pungiglione, di non avere cestelli per raccogliere polline, di non secernere pappa reale, e di non avere ghiandole della cera. È deputato solamente all’accoppiamento. Le api operaie sono invece le più numerose in una famiglia e facendo parte di un sistema molto organizzato, ognuna di esse svolge ruoli diversi: nutrici, covatrici, dispensatrici, pulitrici,esploratrici,ventilatrici, ceraiole,guardiane,bottinatrici,ovificatrici,

predatrici.

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Adesso che sappiamo qualcosina sulle api in generale, siete curiosi di scoprire il mondo dell’ape nera sicula e di chi ad essa dedica la sua vita?

Il Signor Carlo Amodeo, è oggi il pioniere della salvaguardia dell’ape nera sicula. Lui era ancora uno studente, quando col prof. Genduso entomologo siciliano e padre dell’ape nera sicula (oggi purtoppo scomparso) si è appassionato ad un mondo meraviglioso, quello delle api. È stato così gentile da regalarmi uno di quei racconti talmente ricchi di passione, amore, tanto studio e lavoro, che mi ha completamente fatta innamorare delle api.Intorno agli anni 70 l’ape nera sicula stava rischiando l’estinzione.  Il Prof. Genduso fece di tutto per salvarla e sarà che a volte il destino ci mette davvero lo zampino che intorno agli anni 80 il Sig. Amodeo trovò  gli ultimi bugni di api nere sicule in un baglio di Carini. I bugni contenevano alcune famiglie di api che trasportò e conservò in isolamento sull’isola di Ustica. L’ape nera sicula mi spiega il Sig.Amodeo, ha caratteristiche genetiche dell’ape intermissa, di origini africane. Lui infatti è stato 3 volte in Tunisia proprio per approfondirne lo studio. La differenza è però che la nera sicula si presenta molto più docile, tanto che un apicoltore esperto può tranquillamente maneggiarle senza alcuna protezione. Inoltre non hanno il tipico colore che siamo abituati a vedere nelle api ossia il giallo e il nero, ma ha una colorazione nera, ali piccoline e peluria grigia. La nera sicula è stata capace di adattarsi perfettamente ai cambiamenti ambientali, oggi dopo aver effettuato l’inserimento delle api in molte parti della Sicilia, si è arrivati ad avere un grado di conformità genetica pari al 75% .La cosa molto importante affinché le api siano sopravvissute senza avere problemi fu l’intuizione di praticare la “selezione naturale-accelerata”, cioè l’ allontanamento dalle isole di quelle famiglie di sicula che presentavano anche il minimo accenno di problematiche sanitarie: come accumulo di varroa, la minima traccia di covata calcificata. Sono sopravvissute alle tante morie che ci furono nel 1995, poiché molto resistenti e capaci di adattarsi a condizioni avverse.  Le api hanno la grande capacità di prevedere il tempo, e seguendo il loro andamento l’apicoltore può sapere se ci sarà un inverno rigido, se ci sarà una lunga primavera ecc. L’ape nera sicula non va in glomere in inverno, anzi riesce a raccogliere nettare anche in inverno dando vita a mieli dai sapori e dagli odori stupefacenti come : il miele di carrubo, di nespolo, di mandorlo.  Se oggi c’è una grande attenzione verso l’ape nera sicula si deve anche all’incontro del Sig. Amodeo con l’associazione Slow Food, anche se lui già da 24 anni allevava quattro linee genetiche di sicula pura. Nel corso di quegli anni di apicoltura dedicata all’Apis mellifera sicula, era stato iscritto dall’Istituto Nazionale Apicoltura di Bologna all’albo nazionale allevatori nella sezione sicula e grazie a ciò il Ministero dell’Agricoltura ha  dovuto prendere finalmente atto che in Italia, oltre all’ape ligustica, tipica della nostra penisola, esisteva un’altra razza autoctona, l’Apis mellifera sicula o ape nera sicula. Le api presenti oggi sulle isole sono api in purezza e questo è un dato accertato grazie agli studi svolti tramite elettroforesi, biometria, dna mitocondriale. Una peculiarità dell’ape nera sicula è quella di esprimere autenticamente se stessa, non è aggressiva e non tende al saccheggio. Ma ha una grande capacità di difesa. Le api producono si il miele, ma anche tanti altri prodotti come la cera, la pappa reale, e il polline. Il Sig. Amodeo mi racconta con una punta di orgoglio che i suoi mieli, sottoposti a diversi studi sono risultati essere una fonte inestimabile di antiossidanti e che il polline (sottoposto a studi al CNR di Catania) ha 1700 mg di antiossidante per 100 g di prodotto e non esiste sostanza che possieda vitamine rare, grassi omega 3 e omega 6, proteine, zuccheri e sali minerali come il polline.

La prima tappa di questo viaggio tra le api termina qui, ma ogni settimana vi porterò alla scoperta del loro mondo in giro per la Sicilia ad assaggiare miele, pappa reale e polline e scoprire i più curiosi abbinamenti gastronomici.

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